Il
Vangelo nel Comune
Ho sempre avuto una forte passione per limpegno sociale e
politico e così, pur con qualche sacrificio, dato che lavoro a Milano, da dieci anni sono
sindaco del mio Comune.
La prima difficoltà che ho incontrato riguardava i rapporti con la minoranza consiliare:
si era creato un muro contro muro fatto, da un lato, da unopposizione preconcetta,
mentre, da parte nostra, si impiegavano mille ripicche ed ostruzioni per rendere difficile
la vita ai consiglieri di minoranza, tenendoli lontani dalle informazioni e dai processi
decisionali.
Lapice di tutto questo si raggiunse quando fui denunciato alla magistratura per una
presunta violazione delle leggi sul collocamento obbligatorio dei lavoratori, e questo
perché il Comune pubblicizzava le offerte di lavoro delle aziende presenti nella nostra
zona. Con un certo timore affrontai il processo e, dopo aver spiegato come realmente si
erano svolti i fatti, il giudice non solo mi assolse con formula piena, ma addirittura
lodò il mio comportamento per la sensibilità verso la popolazione.
Tornando a casa, meditavo la vendetta: un bel volantino da distribuire nelle case e,
magari, anche un articolo sui giornali locali per colpire duramente la minoranza.
Proprio in quei giorni mi arrivò un invito a partecipare ad un convegno internazionale
del Movimento dei Focolari, a Roma. Conoscevo già il Movimento, ma mi tenevo un po
a distanza. Tema del convegno: "Una cultura di pace per lunità dei
popoli". Ci andai.
Cerano più di duemila persone provenienti da tutto il mondo. Mi colpì molto il
dato fondamentale che emergeva dai discorsi e dalle varie testimonianze: per costruire
lunità tra le persone e i popoli è necessario avere una "cultura di
pace" dentro ciascuno di noi, costruita col sacrificio e con la perdita di ogni
pretesa di affermazione a tutti i costi del proprio io e delle proprie idee.
Tornai a casa deciso a fare qualcosa per iniziare, per contribuire a realizzare
lunità nel mio Comune. Il volantino, già pronto per la tipografia, fu stracciato.
Ho cominciato, invece, a cercare un diverso rapporto con i consiglieri di minoranza: non
più polemiche e ripicche, ma informazioni corrette; offrire loro concrete possibilità di
espletare al meglio il loro mandato amministrativo; cercare il positivo nelle loro
proposte; coinvolgerli quando cera qualcosa di importante da decidere.
Mi è stato molto daiuto, in tutto ciò, condividere ogni esperienza e difficoltà
con altre persone impegnate in amministrazioni comunali e che aderiscono alla
spiritualità dellunità del Movimento dei Focolari.
In Comune, il clima è cambiato profondamente: cessate le battaglie allultimo
sangue, sono subentrati dialogo e confronto, e serenità nellazione amministrativa.
Si sono costruiti rapporti personali sempre più sinceri e si è arrivati, pur nel
rispetto della libertà e autonomia di ciascuno, a non avere quasi più voti contrari in
Consiglio comunale. Così, è diventato molto più semplice governare il paese e dare
risposte tempestive e adeguate ai bisogni e alle esigenze della nostra gente.
Amministrare il bilancio di un Comune è sempre molto difficile: i fondi sono limitati ed
occorre fare delle scelte sulle iniziative cui dare la priorità. Ad un certo punto, è
maturata lidea di proporre iniziative controcorrente rispetto alla mentalità comune
e di diffondere una "cultura del dare". Come fare? Una legge appena uscita
consentiva ai Comuni di destinare una parte delle entrate al finanziamento di progetti di
sviluppo da realizzare in Paesi del Terzo Mondo. Abbiamo compreso che quella poteva essere
una strada da percorrere: far comprendere ai cittadini che era giusto prendere una parte,
seppur piccola, delle risorse comunali e destinarla a Paesi in via di sviluppo.
Così, si è proposta e poi finanziata, in parte, la costruzione di un centro sociale in
Amazzonia; e lanno dopo di un centro civico per una tribù di indios. Ora, il
consiglio comunale ha deciso allunanimità di gemellarsi con un piccolo paese sulle
montagne della Bosnia, contribuendo con aiuti concreti alla sua ricostruzione. La
"cultura del dare" va avanti.
Anche la verifica delle iniziative a favore della famiglia è stato un momento importante.
Ci siamo accorti che spesso si fanno tanti bei discorsi, ma ben poco viene messo in
pratica. Si è cominciato dal problema casa: in pochi anni, grazie a piani di recupero e
ad altre iniziative mirate, abbiamo costruito decine di alloggi per le persone più
bisognose. Abbiamo visto, poi, che molto cera ancora da fare per le famiglie con
portatori di handicap: situazioni spesso difficili e complesse, durissime da portare
avanti. Siamo intervenuti a livello di servizi scolastici: mensa, trasporto, libri, e
sostenendo economicamente alcuni centri specializzati di recupero.
Non sono molte le famiglie in questa situazione, ma ci sembra che far sentire loro che la
vicinanza della comunità, anche con aiuti economici ma non solo, sia un segnale
importante per tutti.
Infine, si è istituito un vero e proprio "buono scuola": in pratica, le
famiglie a più basso reddito e con più figli che frequentano la scuola, dalla materna
alluniversità, ricevono un contributo per pagare libri, tasse, trasporto, mense ed
altro. Un modo concreto di aiuto e di supporto.
Sono solo piccole iniziative in un piccolo Comune, ma rappresentano la prova tangibile che
lo spirito del Vangelo è sempre vincente e può offrire soluzioni concrete ad ogni
problema e ad ogni situazione. Anche in politica lamore porta frutto.
Luigi L. - Milano
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