Scrittore assai noto, politico, giornalista,
patrologo, autore di opere sociali, Igino Giordani conobbe il Movimento a Roma nel 1948.
Lincontro fu per lui determinante.
Scriverà lui stesso: "Possedevo
in qualche modo tutti i settori della cultura religiosa: lapologetica,
lascetica, la mistica, la dogmatica, la morale... ma li possedevo
culturalmente". Non li vivevo interiormente".
Quando
lincontro avvenne, "alle prime parole avvertii una cosa nuova: il timbro di una convinzione profonda
e sicura che nasceva da un sentimento soprannaturale. Era la voce che, senza rendermene conto, avevo atteso.
Essa metteva la santità alla portata di tutti; toglieva via i cancelli
che separavano il mondo laicale
dalla vita mistica. Avvicinava Dio: lo faceva sentire padre, fratello, amico, presente allumanità...
Una cosa avvenne in me: lidea
di Dio aveva ceduto il posto allamore di Dio, limmagine ideale al Dio vivo. |

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Tutti i miei studi, i miei ideali, le vicende stesse della mia vita mi parevano diretti a
questa mèta.
Nulla di nuovo, eppure tutto nuovo: gli elementi della mia formazione culturale e
spirituale venivano a disporsi secondo il disegno di Dio..."
Quando nel 53, un gruppo di focolarine e
focolarini si consacrava completamente a Dio durante la messa, Giordani era presente. In
quanto sposato, non avrebbe potuto seguire questa strada, ma, colpito dalla grazia lodava
il Signore per ciò che stava operando.
E fu in quelloccasione che Chiara capì che anche gli sposati che
avevano messo Dio sopra ogni cosa, potevano essere consacrati a Lui, se avessero impostato
ogni cosa nellamore; ed essere con ciò puri, obbedienti, poveri.
Giordani fu dunque il primo "ad
essere percosso - come scrisse poi - da questa vocazione, al contatto con i primi
focolarini.
E chi dirigeva ed animava il Movimento,
vedendo un coniugato tra i focolarini, lo ammise a vivere secondo il loro stesso statuto,
in quanto la condizione di coniugato, padre di famiglia, lavoratore, glielo consentiva".
Da quel momento, Giordani non è rimasto solo; altri sposati lo hanno seguito,
impegnandosi a vivere tutta la vita nellamore.
"Egli - afferma Chiara - è stato per noi sempre un simbolo
dellumanità, colui che ci teneva lanima spalancata su tutta lumanità,
che impediva ogni reclusione, ogni limitazione. Egli, incarnando il "tipo" del
laico post-conciliare, è stato si può dire, la ragione dello sviluppo del Movimento, in
molti suoi aspetti.
Per esempio la riunificazione delle Chiese, per la quale sin da giovane si era battuto.
Ma soprattutto Giordani è stato come il seme di tutta la parte laica del Movimento dei
focolari. Fu per lui che il Movimento sentì la particolare vocazione a permeare le
realtà umane dello spirito di Dio".
Dopo la morte della moglie, e col
consenso dei figli, visse in focolare gli ultimi sette anni di vita.
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