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"Quando la purezza è vincente"
esperienza alla scuola di cinematografia

   Ore 10.00. Scuola di cinematografia.
   Anche oggi il professore ci sta bombardando di immagini edonistiche. Dice che lo fa per prepararci al lavoro che dovremo affrontare in futuro. Ma io non credo sia necessario concentrarci su scene pornografiche per imparare.
   Alla fine della lezione, vado da lui: "Vorrei dirle che disapprovo lo studio costante di queste immagini per acquisire la nostra tecnica professionale".
   La risposta è secca: "Signorina, lei ha qualcosa di non risolto, ma non sono io che posso psicanalizzarla". E inizia a parlarmi con un tono di superiorità di molti argomenti che dovrebbero convincermi dell’anormalità del mio atteggiamento.


   Non mi intimorisce, lo ascolto e resto fissa nella realtà che ho in cuore: "beati i puri di cuore, perché vedranno Dio". Parliamo a lungo e lui abbandona, man mano che va avanti il colloquio, il suo tono cattedratico.
   "Se tu sapessi quante volte ho pianto perché dovevo fare qualcosa che andava contro i miei principi! – mi confida alla fine –. Ma la vita mi ha insegnato a sopportare tutto, e anche tu lo farai!".

   Ore 9.00, il giorno seguente.
   Inaspettatamente, il professore mi invita ad esprimere il mio pensiero alla classe riguardo alle scene di sesso.
   Guardo i miei compagni: so che la maggior parte di loro ha le idee molto confuse e sento che è il momento di trasmettere, con amore, le mie certezze sul rispetto degli altri e sulla vita. Il professore mi appoggia e dichiara di condividere le mie riflessioni. È ormai nato con lui un rapporto nuovo. Gli faccio conoscere il giornale Ciudad Nueva e lui vuole leggere alla classe un articolo che parla dell’armonia nell’arte.


   Dopo qualche giorno, le mie compagne vengono a dirmi che sono d’accordo con me, ma che non hanno mai avuto prima il coraggio di esprimersi liberamente. Colgono l’occasione per parlarmi anche delle loro difficoltà e dei loro sentimenti. Mi chiedono consigli.
   Faccio il vuoto dentro di me per accogliere ciascuna. Le ascolto fino in fondo e loro trovano da sole le risposte di cui hanno bisogno riscoprendo valori che non sapevano di avere nel cuore.

   Nasce con tutti una libertà e una confidenza inimmaginabili solo qualche giorno prima. Gesù è entrato nella Scuola di cinematografia e si fa strada nell’animo dei miei compagni. Solo Lui è la medicina che può curare dal di dentro la confusione e le malattie della nostra società.

S A. (Argentina)

(02-03-2002)


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