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Un matrimonio sull’orlo della crisi…

Testimonianza sulla Parola:
"Io sono il pane della vita".

   Una sera, in cui sono particolarmente stanca e col solo desiderio di andare a dormire al più presto, ricevo una telefonata da una mia collega che mi chiede le chiavi e il libretto della macchina che ho a Gioiosa (e che uso per raggiungere, la scuola dal punto in cui il pullman si ferma) perché l'indomani io sarei stata libera dalla scuola e lei non avrebbe saputo come arrivarci.

   Mi dice anche che sarebbe passato il marito a prendere le chiavi.
   Si e fatto tardi, e mi sto innervosendo perché lui non si è ancora fatto vivo.    Finalmente arriva e capisco subito che ha qualche problema.

  All'improvviso lui, troncando il discorso che avevamo iniziato, comincia a parlarmi del suo rapporto con Silvia, sua moglie. Il loro matrimonio è in crisi e lei è decisa a lasciarlo.   Si sfoga e mi racconta tanti fatti che, secondo lui, dimostrano la sua buona fede ed il torto della moglie. E' anche dispiaciuto perché si avvicina la data della prima comunione della figlia e Silvia, che non è praticante, gli ha detto chiaramente che in quel giorno non intende accostarsi all'Eucaristia, come invece lui avrebbe desiderato.
   Nonostante fosse quasi mezzanotte, sento che devo ascoltarlo fino in fondo, vivendo bene il presente.   

   Avverto di dover stare attenta a non cadere in ragionamenti umani che mi porterebbero a giudicare il suo comportamento e quello della moglie; ho il timore di dare risposte sbagliate se per caso, dopo quello sfogo, lui chiedesse il mio parere.
   Ripenso a quell’arte d’amare sino a farsi uno di cui tante volte Chiara ci ha parlato: essere "vuota" di fronte a lui per non avere pensieri, valutazioni o risposte mie affrettate per lasciare spazio alla voce di Dio che, alla fine, sono sicura, mi avrebbe suggerito le parole giuste.

   Sperimento nel mio animo una forza nuova.

   Al termine, con tanta delicatezza, mi ritrovo a dirgli che se, voleva salvare il suo matrimonio non doveva pretendere niente dalla moglie ma solo da se stesso e che doveva rispettare la decisione di lei in materia religiosa.
    Non coglie subito quanto gli sto dicendo; allora, con esempi concreti gli parlo di quest’arte d’amare. Mi accorgo che si va rasserenando perché, come poi mi dirà, gli è rinata la speranza di poter salvare il suo matrimonio.

   Per molto tempo, non ho più saputo nulla. Poi, una sera, ritorna a casa mia, per lo stesso motivo della volta precedente. E’ felicissimo e mi ringrazia perché, amando e ascoltando Silvia come gli avevo suggerito, ha visto la situazione cambiare, anzi lei si è riaccostata, dopo moltissimi anni, ai sacramenti e senza che lui glielo chiedesse.
   Aveva solo pregato insieme alla sua bambina.

N.O Italia

(02-03-2002

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