freccia.gif Servizio Informazione - Information Service
Tel. +39-06-947989 - Fax +39-06-94749320
E-mail: sif@focolare.org



Era faticoso cambiare in cuore il significato della parola ‘amare’

Esperienza sulla Parola di Vita di Settembre 2000

   Più di tre anni fa ho conosciuto un giovane allora diciannovenne, nell’ambiente dei "ragazzi di strada" che continuo a seguire anche dopo la chiusura del "parco della droga" di Zurigo: capisco che è un tipo in gamba, che – caduto nella trappola della droga – per procurarsi i soldi, si prostituisce. Lui non intende lasciarsi aiutare, anche se accetta che continui ad incontrarlo sperando che io possa diventare un suo "cliente".

   Dopo che trascorrono un paio d’anni senza che ci sia nessun cambiamento, ho l’impressione di perdere tempo, ma sento anche la spinta a non abbandonarlo, perché Dio non lo farebbe mai. Quando vengo a sapere che è ricoverato in ospedale, vado a trovarlo appena posso, cercando di fare miei i suoi dolori.

   Dimesso dall’ospedale, lo incontro per strada, e subito mi chiede: "Come mai sei venuto a trovarmi così spesso? Appartengo a un mondo così diverso dal tuo, e proprio non capisco …". Certo non posso rispondergli che il motore della mia vita è Gesù che in croce grida l’abbandono del Padre, perché non capirebbe. Gli dico semplicemente che, essendo mio amico, è normale che lo aiuti quando è in difficoltà. Dopo avermi ascoltato attentamente, sbotta: "Sai, in ospedale avevo molto tempo per riflettere e cercavo di dire a me stesso che non riesco a credere in Dio. Ma in effetti questo non è vero. Ho solo paura di ammettere la verità, perché ciò mi costringerebbe a cambiar vita. Non posso continuare a negarlo. Tu sei l’unica persona felice che ho incontrato; sei sempre stato sincero con me, anche se io in cambio ti ho sfidato e messo alla prova. Mi hai sempre testimoniato la tua amicizia. Vorrei anch’io provare a vivere come te: mi aiuti?".

   Cerchiamo di vivere insieme la Parola di Vita: non capisce, ma si fida di me. Iniziamo a cercare di ‘amare sempre’. E’ faticoso cambiare nel suo cuore il significato della parola ‘amare’, che fino a quel momento ha voluto dire per lui prostituirsi per soldi, ma a poco a poco riacquista gradualmente la gioia di vivere. E’ un cammino arduo: occorre che si rialzi sempre dopo ogni caduta. Sento che devo continuare a credere in lui, specie quando non ce la fa più. Se fa una esperienza positiva, subito corre a raccontarmela, e scopre a poco a poco la bellezza del cristianesimo. Gli trovo un lavoro in un’altra città, e così si allontana da certe ricorrenti tentazioni.

   La settimana scorsa mi cerca al telefono perché vuole incontrarmi e ieri giunge puntuale all’appuntamento. Trema per l’emozione e a fatica tra le lacrime mi dice: "Sento che ho iniziato una vita che vale la pena di esser vissuta, ma non so come fare a mettermi in pace con Dio, ora che tu me l’hai fatto incontrare …". Gli dico che posso aiutarlo a prepararsi alla confessione e lo accompagno da un sacerdote amico. Per lui naturalmente non è facile, e gli suggerisco di fare tutto come un dono riconoscente d’amore a Gesù. Quando esce dalla confessione è raggiante: "Sono l’uomo più felice del mondo! Ho trovato Dio e ho sperimentato che Lui mi ama, nonostante tutto, perché tu mi hai amato. Grazie!".

   Sulla via del ritorno a casa è coinvolto in un gravissimo incidente stradale, e Dio lo chiama accanto a sé. Certo Dio Padre l’aveva preparato in ogni minimo particolare! Ora mi è spontaneo affidargli tutti i miei "ragazzi di strada", certo che ormai c’è per loro un nuovo protettore lassù!.

S. - Svizzera    

(28-08-2000) 

| Home | Servizio informazione |