Era faticoso cambiare in cuore il significato della parola
amare
Esperienza sulla Parola di Vita di Settembre 2000
Più di tre anni fa ho conosciuto un giovane allora diciannovenne, nellambiente
dei "ragazzi di strada" che continuo a seguire anche dopo la chiusura del
"parco della droga" di Zurigo: capisco che è un tipo in gamba, che
caduto nella trappola della droga per procurarsi i soldi, si prostituisce. Lui non
intende lasciarsi aiutare, anche se accetta che continui ad incontrarlo sperando che io
possa diventare un suo "cliente".
Dopo che trascorrono un paio danni senza che ci sia nessun cambiamento,
ho limpressione di perdere tempo, ma sento anche la spinta a non abbandonarlo,
perché Dio non lo farebbe mai. Quando vengo a sapere che è ricoverato in ospedale, vado
a trovarlo appena posso, cercando di fare miei i suoi dolori.
Dimesso dallospedale, lo incontro per
strada, e subito mi chiede: "Come mai sei venuto a trovarmi così spesso? Appartengo
a un mondo così diverso dal tuo, e proprio non capisco
". Certo non posso
rispondergli che il motore della mia vita è Gesù che in croce grida labbandono del
Padre, perché non capirebbe. Gli dico semplicemente che, essendo mio amico, è normale
che lo aiuti quando è in difficoltà. Dopo avermi ascoltato attentamente, sbotta:
"Sai, in ospedale avevo molto tempo per riflettere e cercavo di dire a me stesso che
non riesco a credere in Dio. Ma in effetti questo non è vero. Ho solo paura di ammettere
la verità, perché ciò mi costringerebbe a cambiar vita. Non posso continuare a negarlo.
Tu sei lunica persona felice che ho incontrato; sei sempre stato sincero con me,
anche se io in cambio ti ho sfidato e messo alla prova. Mi hai sempre testimoniato la tua
amicizia. Vorrei anchio provare a vivere come te: mi aiuti?".
Cerchiamo di vivere insieme la Parola di Vita: non capisce, ma si fida di me.
Iniziamo a cercare di amare sempre. E faticoso cambiare nel suo
cuore il significato della parola amare, che fino a quel momento ha voluto
dire per lui prostituirsi per soldi, ma a poco a poco riacquista gradualmente la gioia di
vivere. E un cammino arduo: occorre che si rialzi sempre dopo ogni caduta. Sento che
devo continuare a credere in lui, specie quando non ce la fa più. Se fa una esperienza
positiva, subito corre a raccontarmela, e scopre a poco a poco la bellezza del
cristianesimo. Gli trovo un lavoro in unaltra città, e così si allontana da certe
ricorrenti tentazioni.
La settimana scorsa mi cerca al telefono
perché vuole incontrarmi e ieri giunge puntuale allappuntamento. Trema per
lemozione e a fatica tra le lacrime mi dice: "Sento che ho iniziato una vita
che vale la pena di esser vissuta, ma non so come fare a mettermi in pace con Dio, ora che
tu me lhai fatto incontrare
". Gli dico che posso aiutarlo a prepararsi
alla confessione e lo accompagno da un sacerdote amico. Per lui naturalmente non è
facile, e gli suggerisco di fare tutto come un dono riconoscente damore a Gesù.
Quando esce dalla confessione è raggiante: "Sono luomo più felice del mondo!
Ho trovato Dio e ho sperimentato che Lui mi ama, nonostante tutto, perché tu mi hai
amato. Grazie!".
Sulla via del ritorno a casa è coinvolto in un
gravissimo incidente stradale, e Dio lo chiama accanto a sé. Certo Dio Padre laveva
preparato in ogni minimo particolare! Ora mi è spontaneo affidargli tutti i miei
"ragazzi di strada", certo che ormai cè per loro un nuovo protettore
lassù!.
S. - Svizzera
(28-08-2000) |