Ero ricca
delle mie ragioni...
Carico l'auto e parto di corsa: quando arrivo a casa di mia sorella, cerco la
borsetta ma non la trovo. Mi rendo conto di averla smarrita chissà dove durante il
tragitto. La borsetta contiene molti effetti personali: agenda, documenti, foto di
famiglia, ma anche soldi non miei, provenienti dalla comunione dei beni tra alcune persone
e destinati ad una di noi in difficoltà.
Questo smarrimento è l'ultimo di una serie di fatti che mi sono successi per
distrazione in questi ultimi tempi, che sto vivendo con la mente altrove, in
preoccupazioni famigliari. Mio papà si è ammalato seriamente e gli occorre, oltre
alle cure mediche, un supplemento di attenzioni ed affetto da parte di noi figli. Non
riesco a fare questo, nutro risentimenti nei suoi confronti, perché lo ritengo
responsabile di certe situazioni, e questo, oltre a farmi star male, mi spinge a limitare
al massimo le mie visite.
Ora sono lì davanti alla porta della sua stanza, e quasi gli attribuisco
anche la responsabilità di questo ultimo fatto, e sento forte, nell'anima una voce che mi
dice:
" ... Durante questo ultimo periodo hai perso il tuo tempo, ti sei fermata a
pensare a quello che è giusto o meno, da quale parte stia la ragione, sei ricca delle tue
ragioni; occorre amare Gesù in lui, senza porre alcuna condizione".
E' un richiamo così forte da parte di Dio, che varco dimpeto la porta
della stanza, e semplicemente, senza dirgli tante cose, rimango accanto a papà. So che
fà fatica a camminare, e gli insegno degli esercizi specifici, per amarlo come lui vuole
essere amato. Questo mio piccolo passo produce subito in lui un cambiamento:
improvvisamente da ammalato rassegnato, dimostra di voler guarire, decide di alzarsi, è
pieno di buona volontà.
Esco dalla stanza e mi ricordo dei soldi che ho smarrito; mi rivolgo a Gesù
dicendo: "Ho capito che hai permesso che accadesse questo per farmi comprendere
che devo amare sempre senza porre condizioni. Quei soldi tuttavia sono per un fine buono
... aiutami a ritrovarli!".
Arrivo a casa, e dopo qualche minuto suona il campanello. E' un taxista che
ha ritrovato la mia borsetta in mezzo alla strada, in pieno traffico. L'apro, e non
trovando i soldi, esclamo: "Sono andati persi!". E lui, di rimando:
"Guardi, signorina, che li ho riposti nel portafogli!".
N.N. - Cile
(29-09-2000) |