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La vigilanza dell’amore scongiura una strage


   Parto per una città che dista da Bogotà quattro ore per fare una consegna da parte della tipografia in cui lavoro. Consegnato il pacco torno alla stazione degli autobus.
  Mentre aspetto l'ora della partenza, mi si avvicina un ragazzo con il quale incomincio a conversare amichevolmente. Ad un certo punto mi chiede cosa penso io della attuale situazione che stiamo vivendo in Colombia.
  Gli rispondo che la Colombia ed il mondo soffrono la violenza perché gli uomini non vivono l’amore. "Ma che cosa é l’amore?" mi chiede. Ed io: "L'amore e l’unità sono l'unica forza capace di trasformare il mondo". E gli racconto qualcosa della mia vita come cristiano.


   Il mio giovane interlocutore ascolta molto interessato. Noto però che anche se si presenta bene riflette una particolare inquietudine.
   Al momento di salire sull'autobus mi congedo da lui che mi dice di essere venuto solo per spedire un pacchetto.

   Siamo sul punto di partire quando arriva la polizia che chiede a tutti di scendere per poter fare una perquisizione dell'autobus e dei passeggeri. I poliziotti mi prendono di mira in modo particolare e mi fanno un interrogatorio di sesto grado. Ho molta paura mentre mille pensieri mi passano per la testa. Prego e chiedo a Gesù di aiutarmi dal momento che solo Lui sa che non ho fatto nulla di male.

   Dopo venti minuti di intenso interrogatorio uno dei poliziotti cambia atteggiamento nei miei confronti. Mostrandomi un involucro contenente dinamite mi dice che poco prima aveva ricevuto una telefonata anonima da una persona che lo informava di essere stato pagato per collocare in quell'autobus questa bomba.
   Però, avendo trovato fra i passeggeri un giovane che gli aveva parlato di una nuova speranza per il mondo, dandogli - anche per un solo istante - la gioia di vivere, aveva pensato che la vita vale più di qualunque altra cosa al mondo e per questo aveva deciso di chiamare la polizia per avvisarla di togliere dall'autobus il pacco e disinnescare la dinamite. Aggiungeva che lui non é un uomo che crede in Dio, però si augurava e pregava che si potesse fermare in tempo una strage sicura.
   Chiedeva anche che cercassero quel giovane dalla camicia bianca e dalla giacca azzurra e gli dicessero che con la sua risposta e con il suo atteggiamento certamente avrebbe salvato il mondo, come oggi aveva salvato lui. Poi bruscamente aveva riattaccato il telefono.

   Respiro profondamente e, trovandomi nuovamente sull'autobus ormai avviato verso casa, penso che a quell'ora avrei potuto già essere morto. Però mi sono detto che, anche se fossi morto, lo sarei stato con la certezza che il mondo cambierà
.

                                                                                                                        B. - Colombia

(27-11-2000) 

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