| "Allora,
vogliamo prenderlo questo caffè?"
Esperienza sulla Parola di Vita di febbraio 2001
Lavoro da circa dieci anni in una grande stazione di distribuzione di
carburante sul raccordo anulare. Non sarebbe il mio lavoro, ma non dico ai miei clienti
che sono laureato. Qualcuno mi chiede: "Ma tu sei benzinaro benzinaro?". Ed io:
"Sì, sì sono benzinaro". E loro: "Ma non sembra che sei un
benzinaro!".
Sono venuto dallo Zaire in Italia quando avevo 20 anni per studiare. Allora
avevo delle ambizioni: "Appena termino gli studi torno al mio paese, avrò un buon
posto di lavoro e delle responsabilità". Ma, una volta laureato, non mi è stato
possibile realizzare questo sogno. Allinizio lo vivevo come unumiliazione, non
riuscivo ad accettarlo
poi ho capito che Dio vuole che io lo ami attraverso questo
lavoro, e allora cerco di farlo bene e di rimanere sempre nell'amore.
Questo distributore è sempre aperto e faccio dei turni anche durante la
notte. Passa tantissima gente, e se ne vedono di tutti i colori. Vi racconto due episodi.
Una notte arriva una macchina con a bordo 6 persone, chiaramente con facce
poco rassicuranti, mi chiedono di mettere 50.000 Lire di benzina. Mentre metto la benzina,
lautista mi chiede: "Tu paghi le tangenti?". Io un po spaventato gli
dico: "Non so cosa sono". Quando si tratta di pagare, mi dice: "Noi non
abbiamo soldi". Alloro gli dico "Me li porterete quando capiterete di nuovo da
queste parti". E loro mi chiedono: "Tu sai chi siamo noi? Conosci il
carcere?" e io "per sentito dire". Erano dei carcerati in libertà
provvisoria. "Non passeremo più di qui, non abbiamo soldi e non possiamo
pagarti".
Dopo una breve discussione, dico: "Visto che non avete neanche 50.000 Lire da
pagarmi, fate finta che vi ho offerto 50.000 Lire di benzina". Allora ripartono, ma
dopo pochi metri fanno retromarcia, mi richiamano e uno mi dice: "Ehi! Per chi ci hai
preso, per dei poveracci?" Mi pagano le 50.000 Lire e vogliono darmi 10.000 Lire di
mancia per prendere il caffè dicendomi che ero molto simpatico. Ed io: "No, non
posso prendere le 10.000 Lire! Se volete, il caffè lo possiamo prendere insieme quando
ripassate!".
Dopo molti mesi, un pomeriggio, uno di loro si presenta e mi dice:
"Amico, non ti ricordi di me? Allora, vogliamo prenderlo questo caffè?".
Unaltra notte, verso le ore 23, dall'interno mi rendo conto che due
persone fanno il self-service, ma invece di mettere benzina, hanno messo gasolio.
Il collega mi dice: "Lascia stare, non uscire, non devi rischiare per
quelli!", ma io non riesco a stare in pace e gli dico: "Ma se fosse successo a
te cosa faresti? Io non me la sento. Penso che quando tu fai del bene, siccome Dio è
generoso, non si lascia scappare loccasione per aiutarti". E lui: "Tu e i
tuoi discorsi da prete
".
Esco per aiutarli, cerchiamo di riparare al danno, ma non cè stato
modo, non avevano neanche i soldi per pagare il soccorso stradale. Allora mi offro di
accompagnarli a casa e così hanno potuto prendere unaltra macchina per trainare la
prima. Intanto insistevano per pagarmi la benzina, ma io non ho accettato e ho detto che
lavevo fatto perché li consideravo fratelli.
Alla radice di questi episodi cè Dio da cui mi sento amato
immensamente, e, quando 'dò', è Lui stesso che mi 'ridona' la gioia di aver potuto
ancora amare.
P. M. - Italia
(05-02-2001) |