A Chiara Lubich e a due organizzazioni umanitarie il Premio Europeo 1998 per i diritti
delluomo: con noi la neopremiata fondatrice del movimento dei focolari
LEuropa premia Chiara Lubich: alla 78-enne fondatrice trentina
del Movimento dei Focolari è andato infatti, ex-aequo con altri due vincitori, il Premio
europeo 1998 per i diritti delluomo, che il Consiglio d Europa
assegna ogni anno a individui e organismi resisi particolarmente meritevoli nel campo
della promozione sociale ed umana: in passato ne sono stati insigniti, tra gli altri, Lech
Walesa ed Amnesty International.
Insieme alla Lubich, hanno ricevuto oggi il prestigioso riconoscimento
unorganizzazione umanitaria turca, la "Fondazione dei Diritti
dellUomo", particolarmente attiva nel campo delleducazione, e il
"Comitato sull Amministrazione della Giustizia", un gruppo
intercomunitario che si occupa del rispetto della legalità in Irlanda del Nord.
Per quanto riguarda invece il Movimento creato nel 43 dallinstancabile
promotrice di unità, è la stessa Chiara Lubich a definirne in sintesi lattuale
fisionomia.
Lintervista è di Sergio Centofanti:
In tutto il mondo noi abbiamo oltre un migliaio di attività e opere in favore dei
diritti umani. Fra queste attività vi sono circa 10 mila adozioni a distanza. Anche noi
combattiamo come Madre Teresa laborto con queste adozioni a distanza, e lasciamo i
bambini nella loro cultura. Abbiamo fatto nascere cittadelle in favore dei diritti umani,
in luoghi dove non cera niente. Ad esempio, nella foresta del Camerun, viveva una
tribù, con un tasso di mortalità infantile dell80 per cento. Noi, chiamati dal
vescovo e anche dal capo tribù, abbiamo fatto nascere una cittadella cominciando con
lospedale, le scuole, la centrale elettrica, eccetera. Adesso abbiamo una comunità
di 40 mila persone. Abbiamo dovuto fare anche i mattoni per costruire le case. Di questo
tipo di cittadelle ne abbiamo anche in America ed ancora altre in Africa. In Brasile, una
si chiama "Magnificat" e laltra è nellisola di Santa
Teresina, colpita spesso da inondazioni. A causa dellestrema povertà era
soprannominata Isola dellinferno. Ci siamo messi al lavoro, abbiamo
prosciugato la terra, abbiamo costruito e adesso cè una cittadina che va avanti
autonomamente. Si autogestiscono con le loro piccole strutture. La stessa cosa avviene
anche a "Magnificat", tra i contadini. Ora gli abitanti, prima vittime
dei latifondisti, vivono la parola di Dio, si amano, condividono i beni e si aiutano.
Nelle Filippine, nei quartieri poveri di Manila, abbiamo il cosiddetto centro "mani
aperte". Nel centro operano 70 medici. Poi ci sono scuole, centri di artigianato, e
tante altre opere di questo genere.
- Ancora oggi, però, a volte le religioni sono strumentalizzate e
usate per violare i diritti umani. Come contrastare questo fenomeno?
Lo contrastiamo con i nostri dialoghi, uno dei quali è proprio con le altre religioni.
Cerchiamo appunto di stabilire un rapporto di reciproca comprensione e di amore.
- Si assiste ancora oggi a tante violazioni dei diritti umani. Ma
quali sono le speranze?
Secondo me, la speranza è Gesù Cristo, la speranza è il Vangelo. Questo è la
speranza.
Nella sua esperienza personale e di fede, che cosa vuol dire
rispettare i diritti dellaltro?
- Anzitutto avere un occhio di fede sullaltro; sapere che Cristo ritiene fatto a
sé ciò che noi faremo a lui, di bene e di male. Bisogna che tutti capiscano questo, che
a un dato punto bisogna scoprire Cristo negli altri. Di fronte a Cristo non si può fare
del male, ma solo bene.