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La preziosa eredità di Marisa Cerini:
suo contributo appassionato
ad una nuova teologia


"Marisa Cerini, una delle prime focolarine di Roma, dei primissimi tempi. Ha costruito l’Opera per cinquant’anni con zelo, sapienza, ardore".
Così Chiara annuncia la sua "partenza" il 17/11/98.

Marisa nasce a Roma nel maggio del 1924 in una famiglia di sette fratelli, di cui è la primogenita.
Era studentessa universitaria di lettere classiche quando nel gennaio del '49 avviene il suo primo incontro con il Movimento dei Focolari.
Si trova in un ambiente della borghesia romana, un grande salotto rosso.
Ci sono anche molti altri giovani universitari e 4 sacerdoti non italiani.

Lei stessa racconta:

"Chiara parla di cose semplici ma cariche di divino, di Vangelo vissuto. Parla della carità, dell'amore scambievole in un modo travolgente.

Ricapisco il Vangelo! Bisogna portarlo a tutti e subito, come dice Chiara. Quel mondo, che carico di sofferenza conoscevo bene e mi portavo dentro, si sarebbe trasformato.
Quel mondo, le università così gelide, quei miei compagni, e la loro inguaribile angoscia, quegli uffici romani pieni di diffidenza, di tristezza, i miei familiari, i colleghi, gli uomini della strada mi passavano rapidamente davanti uno ad uno.
Quel mondo, proprio quel mondo, avrebbe capito e accolto quell'esplosione d'amore che Chiara comunicava senza misura, e si sarebbe trasformato".


Marisa resta affascinata dalla nuova via che sin da quel primo incontro le si apre:
"Ho intuito che con Chiara c'erano vergini che non si ritirano in un luogo, ma, se mai, 'escono'...
Sposati e non sposati, vanno verso il mondo, nel mondo, a portarvi Dio.
E decido: ‘Voglio essere come loro’."

Così comincia la sua avventura di focolarina.

A partire dal '51 Marisa è in focolare a Firenze, Torino, Sassari, Milano …
E’ nel primo gruppo di focolarine e focolarini che salpa per l’America e nel novembre del ’59 approda in Brasile. Ritornata in Italia, per cinque anni sarà a Roma come responsabile.

Nel '67 Chiara, che sin dall’inizio aveva intuito che dalla nuova spiritualità dell’unità che aveva preso forma nella Chiesa sarebbe nata anche una nuova dottrina, chiama Marisa a collaborare allo sviluppo dell’aspetto culturale del Movimento. Marisa comincia subito gli studi teologici.

Insegna per 13 anni nella Cittadella di Loppiano teologia ed ecumenismo, con grande passione. Lei stessa commenta:

"Erano necessari quei 13 anni
, perché eravamo arrivati al punto di vivere quella che sarebbe stato l'inizio di una scuola nuova: una scuola dove prima norma è l’amore scambievole tra professori, tra alunni, tra professori e alunni, con tutta la cittadella.
Sperimentiamo quella presenza del Risorto da Lui promessa a due o più uniti nell’amore.
Era Lui il Maestro, non noi. E questa è una cosa stupenda.
E' la Verità che spiega se stessa."


Quasi contemporaneamente Chiara le chiede di collaborare a ricerche per i suoi temi, nel campo della Sacra Scrittura, dei Padri della Chiesa, dei teologi. Marisa scrive:

"Era un servizio, ma anche una meravigliosa 'Scuola' per noi.
La mia esperienza è questa: l'Ideale che avevamo in cuore era come un faro di una luce che ci illuminava tutti i tesori che sono nella Chiesa... nell'umanità... Erano miniere di tesori...
E a sua volta tutta la sapienza della Chiesa e del mondo ci faceva capire ancora di più la grandezza del carisma dell’unità, la sua universalità...".


Dall' '80 Chiara la chiama a Rocca di Papa, al Centro del Movimento.
In quegli anni lavora intensamente, insieme a Giuseppe Zanghì e a Bruna Tomasi, una delle prime focolarine di Trento, per dar vita all' Università Popolare Mariana, alle varie scuole sociali, ecumeniche, per il dialogo interreligioso, per l'inculturazione nelle diverse zone del mondo, e per lo sviluppo degli studi di tutte le branche dell'Opera.
Nel dicembre '91 nasce la Scuola Abbà, ultima fioritura di questo aspetto dell'Opera. Chiara affida per primi a Marisa e a Padre Andrea Balbo, , e quindi ad altri esperti del Movimento, l' elaborazione della dottrina lì contenuta nel carisma dell'unità.
E' un'esperienza che la coinvolge subito profondamente.

"La Scuola Abbà mi è parsa, ad un certo punto, non solo una Scuola di luce tersissima, ma anche una Scuola di santità ".

Marisa aveva un compito particolare: far emergere la novità portata dal carisma nella Mariologia. Dopo la sua ‘partenza’, Chiara scrive:

"Maria!
Nella Scuola Abbà era suo compito contemplarla e donarla",
"…Non si è risparmiata , lasciando un lavoro preziosissimo".

L'unità con la fonte del carisma ha contrassegnato tutta la vita di Marisa rendendola capace di esprimere in teologia, con sapienza, con estrema fedeltà, competenza e trasparenza, il pensiero di Chiara.

Una delle ultime sue pubblicazioni è il saggio: "Dimensione mariana della Chiesa" sulla rivista "Unità e Carismi" (n. 1/1998).

Il suo libro: Dio Amore nell'esperienza e nel pensiero di Chiara ha raggiunto la 4a edizione ed è stato tradotto in varie lingue. Recensito da importanti riviste teologiche italiane ed estere, è stato definito di una bellezza e profondità incomparabili, capace di gettare luce sulle attese dell'uomo di oggi e di dare risposte originali e nuove alle teologie in ricerca di una maggiore comprensione del mistero di Dio.

(02-03-2002)

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