PRIMI
SPUNTI DI UNA NUOVA TEORIA ECONOMICA DI COMUNIONE
emersi dal convegno
internazionale promosso
dallUniversità Cattolica di Piacenza
su: "Un agire economico a misura di persona: lEconomia di comunione"
progetto lanciato da Chiara Lubich nel 1991
che ne ha avuto riconoscimento con la laurea h.c. in Economia
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Dossier
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Comunicato finale |
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Lezione di Chiara Lubich
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Presentazione del progetto di Alberto
Ferrucci, imprenditore |
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Quale visione dell'uomo e della società? di Vera
Araujo, sociologa |
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Teoria economica e motivazioni ideali di Benedetto
Gui, Università di Padova |
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Quale visione dell'economia? di Luigino
Bruni, Università di Padova
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Esperienza:
"Cultura del lavoro e dignità dei lavoratori",
fonderia Femaq, Piracicaba, Brasile |
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Esperienza:
"L'economia di comunione nella tempesta della crisi finanziaria asiatica:
La
storia del Bangko Kabayan, Ibaab, Filippine |
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Esperienza:
"La risposta al bello", di
Andrea M. - Italia |
Si è tenuto
nel pomeriggio del 29 gennaio 1999 presso la Cattolica
di Piacenza il convegno internazionale sullEconomia di comunione promosso e
organizzato dalla Facoltà di Economia dellAteneo piacentino.
Studiosi e imprese di diverse parti del mondo si sono riuniti per discutere di questo
nuovo modo di concepire leconomia, facendo emergere un quadro molto interessante ed
articolato circa i possibili sviluppi di questo modo di concepire la gestione
dimpresa.
A fronte di una prassi economica che privilegia lindividualismo e provoca
un crescente divario tra ricchi e poveri, la comunione entra di diritto dentro la
riflessione economica con il progetto delleconomia di comunione.
Un progetto che sta suscitando notevole interesse e che ha avuto un ulteriore
riconoscimento con la laurea honoris causa in Economia conferita a Chiara Lubich,
fondatrice del Movimento dei Focolari dallUniversità Cattolica di Piacenza.
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Il Rettore Magnifico dell'Università
Cattolica,
prof. Sergio Zaninelli, consegna a Chiara Lubich
la pergamena della laurea h.c. in Economia
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LEconomia di
comunione, "La proposta di un nuovo modo di gestire le aziende che le porta a
farsi carico dei meno abbienti nellambito produttivo, nata per iniziativa di Chiara
Lubich, in Brasile nel 1991 come risposta alla realtà dei forti contrasti sociali
presenti in quel Paese. Ben presto diffusa in tutto il mondo, attuata da oltre 600 aziende
e 90 attività produttive minori".
E lo stesso prof. Vito Moramarco, preside della Facoltà di Economia
dellUniversità di Piacenza, che presenta questo nuovo progetto economico nel suo
intervento sulle motivazioni per il conferimento della laurea alla Presidente di un
movimento a diffusione mondiale, animato da una profonda spiritualità che ha incidenza
anche in campo economico, politico e sociale.
E un progetto quello delleconomia di comunione che si concretizza nella
divisione in tre parti dellutile prodotto: per i poveri, per le strutture di
formazione di "uomini nuovi" capaci di attuare la cultura evangelica del dare e
per il reinvestimento nellazienda. Il prof. Moramarco evidenzia in particolare il
ruolo dei poveri: "Con leconomia di comunione si passa anche ad un loro
coinvolgimento nellambito produttivo. Un esempio: proprio in Brasile abitanti delle
favelas sono tra i 4000 soci di una finanziaria".
Singolari esperienze di imprese che in Italia, Francia, Filippine, Brasile hanno
aderito al progetto dellEconomia di comunione sono state presentate nel pomeriggio
in un convegno di studi internazionale promosso dallUniversità Cattolica incentrato
su: "Un agire economico a misura di persona: lEconomia di Comunione".
Un esempio: la Femaq, unimpresa brasiliana che produce pezzi in acciaio. Fornisce
Wolkswagen, Mercedes, General Motors. Lazienda - è limprenditore Leibnitz che
racconta - dal 91, da quando Chiara Lubich ha lanciato lidea
delleconomia di comunione, affronta una sfida: verificare se limpresa riesce a
sopravvivere in una cultura liberista e permane nel mercato seguendo una logica opposta,
la cultura evangelica del dare. Di fatto supera 7 gravi crisi economiche che colpiscono il
Brasile con punte di inflazione del 1600 per cento. Negli anni la produttività continua a
crescere.
Nella lezione accademica, Chiara Lubich ha presentato il progetto di Economia di
Comunione nel contesto della visione delluomo e della società che nasce dalla
spiritualità del Movimento dei Focolari: il Vangelo vissuto da cui scaturisce la
comunione, lunità che suscita "rapporti in cui la diversità è ricchezza e
lindividualità di ciascuno fiorisce nellapertura e nel dono
allaltro".
Ancora, da quel "date e vi sarà dato" evangelico fondamento della
"cultura del dare" che anima il progetto delleconomia di comunione,
sperimentato sin dagli anni 40 tra i poveri di Trento e che oggi si ripete a livello
di gestione delle aziende, dove si assiste allintervento della Provvidenza: "Nelle
imprese di Economia di comunione - ha detto - si lascia spazio allintervento
di Dio, anche nel concreto operare economico. E si sperimenta che dopo ogni scelta
controcorrente che lattuale prassi degli affari sconsiglierebbe, Egli non fa mancare
quel centuplo che Gesù ha promesso: un introito inatteso, unopportunità insperata,
lofferta di una nuova collaborazione, lidea di un nuovo prodotto di
successo".
Il prof. Stefano Zamagni, ordinario di economia allUniversità di Bologna,
nel suo intervento ha parlato di "necessaria rifondazione delle categorie
economiche", proprio perché in questo agire economico entrano in azione fattori
sconosciuti alla teoria economica dominante, come la comunione, opposta
allindividualismo, il dare opposto allavere, la centralità delluomo con
i valori di piena realizzazione, fiducia, felicità che si rivelano fattori produttivi.
Elementi questi approfonditi da interventi di altri studiosi, tra cui il prof.
Benedetto Gui dellUniversità di Padova. |

Il prof. Stefano Zamagni,
durante il suo intervento
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Discorso del Rettore
Sergio Zaninelli
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Un
campo di ricerca a cui il Rettore dellUniversità Cattolica, prof. Zaninelli, ha
mostrato particolare interesse.
Lo ha espresso nelle motivazioni della laurea in economia a Chiara Lubich: "con
tale gesto noi intendiamo non solo manifestare lapprezzamento per la figura e
lopera della fondatrice dei Focolari, ma anche indicare la validità di un metodo
che riteniamo coerente con la nostra attività di ricerca, di investigazione e di
conoscenza scientifica. Riconosciamo infatti una persona che ha consentito e generato una
esperienza umana e sociale di popolo in sé rilevante e di cui cogliamo il valore come uno
dei fattori di cui la nostra indagine non può non tenere conto".
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(02-03-2002) |