Roma e la sua vocazione universale
protagonista in Campidoglio
Cittadinanza onoraria romana a Chiara Lubich
22 gennaio 2000
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"L'amore
è la vita del mondo.
Bruciamo dal desiderio che, chi vede Roma,
possa dire dei suoi cittadini quello che si affermava dei primi cristiani:
Guarda come si amano e l'un per l'altro è pronto a morire
Perché è con parole come queste, vissute,
che la nostra città potrà incoronarsi dell'aureola
più consona alla sua altissima vocazione.
E' per questo estremo e radicale amore
che potrà essere luminosa testimone
di Colui che solo la può pienamente realizzare sul piano spirituale e,
perché Uomo e non solo Dio,
anche - attraverso i suoi figli - su quello sociale".
Chiara Lubich - da
intervento in Campidoglio 22.1.2000
Apponendo la firma sul libro d'oro del Campidoglio, Chiara Lubich
ha così siglato il suo auspicio per la città:
"Gloria a Roma, per la gloria di Dio"
Ben sintetizza ciò che è avvenuto quella mattina in
Campidoglio.
"Io questo lo chiamerei proprio un evento. Ha un
significato profondo". Così la filosofa Ales Bello. Se la presidente
del Consiglio comunale, on. Luisa Laurelli, il prof Andrea Riccardi e il sindaco Rutelli
nei discorsi ufficiali avevano, con tonalità diverse, posto in primo piano la vita, la
spiritualità e l'opera di Chiara Lubich sullo sfondo della missione universale di Roma,
la neo-cittadina romana, nel suo intervento, ha capovolto i termini: protagonista era
Roma, "la vocazione unica di universalità e di unità di
questa città indefinibile, reale e misteriosa insieme". In una
intervista aveva appena dichiarato:
"Ho ricevuto altre cittadinanze, ma questa è senz'altro quella che
amo di più, perché Roma è Roma.
Non solo è ricca di storia, arte, cultura, ma soprattutto è come un
prezioso scrigno che contiene il cuore della cattolicità.
'Roma è l'unità', come ha detto Papa Paolo VI.
Roma è chiamata a concorrere a realizzare nel mondo la fraternità
universale". |
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E dal nuovo
impegno assunto personalmente insieme a tutto il Movimento dei focolari di "dedicarci
d'ora in poi a questa città più e meglio", ha esteso a tutte le personalità
presenti una singolare richiesta di aiuto:"diffondere
insieme ovunque quell'arte di amare che emerge dal Vangelo, perché Roma diventi per il
mondo quel braciere di fuoco e di luce che non può non essere, se deve cooperare a
portarvi l'unità".
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Molti erano i
politici, di tutti gli schieramenti, presenti nella storica Aula
Giulio Cesare: non solo i consiglieri e gli assessori comunali, ma a livello
europeo e nazionale: da Romano Prodi, presidente della Commissione europea,
ai segretari di Partito: Castagnetti (P. Popolare), e Fini
(Alleanza Nazionale), al capogruppo al Senato di Forza Italia, Enrico La Loggia, al
presidente della Regione Lazio Badaloni, 10 magistrati, tra cui Caselli, 23 sindaci. |
E ancora
personalità del mondo ebraico, islamico e buddista, delle diverse Chiese cristiane
presenti a Roma.
4 cardinali, 20 vescovi, e rappresentanti di Movimenti ecclesiali.C'è chi,
come il vescovo Boccaccio, ha osservato "il volto assorto di
quanti ascoltavano, di ogni estrazione".
Sulla stampa sono comparsi titoli non certo usuali, del tipo: "Amate per primi, pure i politici - ll messaggio
di Chiara Lubich", come si leggeva sul Messaggero. E sul Corriere della Sera: "Bisogna amare anche i politici".
Ed era proprio questo l'auspicio del Papa, nella lettera letta dal Nunzio
apostolico Montezemolo in cui invocava su Chiara "la
forza e la luce dello Spirito Santo, perché possa continuare ad essere testimone
coraggiosa di fede e di carità non soltanto tra i membri dei Focolari, ma anche tra tutti
coloro che incontra sul suo cammino".
Per saperne di più:
DOSSIER
- Cenni su Roma
- La cronaca
- Motivazione
- Impressioni a caldo
Testi degli interventi ufficiali
- Messaggio del Papa
- Presidente Consiglio Comunale, on.
Luisa Laurelli
- Prof. Andrea Riccardi
- Sindaco Rutelli
- Chiara Lubich
(29-01-2000) |