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Chiara Lubich, fiorentina ad honorem
Firenze,
16 settembre 2000
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In
una città
spiccatamente laica
si apre
una pagina di dialogo vitale
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In oltre 3000 per la cerimonia a Palazzo Vecchio,
in
collegamento con maxischermo in piazza della Signoria.
Gli interventi del Sindaco, del Presidente della Commissione Europea Prodi,
la testimonianza di Chiara Lubich.
Presenti il card. Piovanelli, vescovi, parlamentari sindaci italiani e
europei,
l'imam musulmano, rappresentanti del buddismo,
di altre Chiese e di movimenti ecclesiali.
"In questo momento storico caratterizzato
sempre di più dalla chiusura e dalle intolleranze verso tutte le diversità,
con la cittadinanza onoraria viene riconosciuta l' opera di Chiara Lubich, finalizzata al
dialogo tra le diverse confessioni religiose e tra i popoli
e la sua tenace volontà
nel ricercare sempre punti di incontro e di condivisione
anche con chi non professa alcuna fede religiosa,
per la promozione dell'umanità"
Questo uno dei punti centrali della motivazione letta dal presidente del
Consiglio Comunale, Alberto Brasca, nella solenne cornice del salone
dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.
"Un messaggio che non parla solo ai credenti ha affermato
il sindaco Leonardo
Domenici.
"Parla anche a chi, da laico, non vuole mai smettere di credere che questo
mondo, che questa società necessiti di profonde trasformazioni, per far sì, - come dice
Chiara - che la sfida 'di questo millennio sia la costruzione di un nuovo mondo di
pace". E definisce questo giorno, "un giorno di impegno e di riflessione,
non solo occasione per festeggiare una nuova cittadina".
Apertura e dialogo quanto mai urgenti in un'Europa che si sta avviando
verso un passaggio che il Presidente Prodi
definisce "drammatico": "di fronte alla scelta se rimanere chiusa o se
portare a termine l'unità dell'Europa con l'allargamento ad est passando da 370 a 500
milioni di persone, ma con un aumento di reddito solo dell'8 per cento".
Prodi richiama uno slogan esigente di Chiara Lubich: "Amare la patria
altrui come la propria". E avverte "guardate che questa apertura non è
la rinuncia alla nostra identità. E' solo l'apertura agli altri che fa della nostra
identità un'identità forte. Quando si ha questo concetto dell'unità nella diversità,
nel confronto, nel colloquio continuo, immediatamente si riesce ad avere anche il coraggio
della propria identità".
E Chiara Lubich, dopo aver
ricordato il ruolo di Firenze nel mondo e le figure che hanno contribuito a renderla un
crocevia di dialogo, ha parlato scrive il "Corriere di Firenze"
"con note di particolare profondità dell'eredità spirituale e culturale che il
Movimento porta in regalo alla città". Qui la neo-cittadina ha mostrato il
coraggio della propria identità offrendo a quel pubblico così variegato la testimonianza
della sua esperienza di Dio, radicata nel Vangelo, anima del dialogo a tutto campo in cui
è impegnato il Movimento dei Focolari. Parole ascoltate "in un silenzio quasi
religioso" come è stato detto in un servizio al TG 1.
"A Chiara Lubich è stata riconosciuta la capacità di dialogo"
ha detto l'Assessore allo Sport, Eugenio Giani. La cerimonia stessa ne è stata
un'esperienza viva. Lo ha ben espresso il giorno seguente, quando è intervenuto al
Palazzetto dello Sport di Firenze, prima dello spettacolo del Gen Rosso:
"Non ho mai visto in questa sala personalità di fedi e di discipline così diverse:
dall'ortodosso, al buddista, tutti lì a stringersi intorno a un atto che confermava,
intorno alla persona di Chiara Lubich, una spiritualità talmente intensa da superare ciò
che può essere una singola confessione, per testimoniare valori spirituali di fondo che
in qualche modo, laicamente, tutti abbiamo accettato e in cui ci siamo immedesimati e che
ci hanno dato una gioia profonda nel vivere un momento come quello".
"Tante
fasce tricolore, tanti sindaci d'Italia, orgogliosi di essere lì. In qualche modo,
conferendo la cittadinanza onoraria a Chiara Lubich abbiamo sentito di interpretare un
sentimento profondo dei rappresentanti delle nostre comunità, di tutto il Paese, che ci
ha riportato, una volta tanto, al senso di dialogo, di apertura, di proiezione
internazionale con cui Firenze si vuol caratterizzare e di cui è caratterizzata la sua
storia".
per saperne di più:
Interventi:
- Sindaco Leonardo Domenici
- Presidente della Commissione Europea, Romano Prodi
- Delibera letta dal presidente del Consiglio Comunale, Brasca
- Chiara Lubich
(22-09-2000) |