1. La distribuzione delle
risorse: IL TRAGUARDO DELLA COMUNIONE
Le risorse sono
prima di tutto le persone, di ogni età: occorre una rivalutazione del lavoro come
attività-per, che, al di là di un concetto ristretto di produttività, non emargina le
persone anziane. E urgente una redistribuzione, nella libertà, delle risorse ed
unequità sociale che misuri i bisogni personali sulle necessità dei più
svantaggiati.
2. Rapporti intergenerazionali ed interculturali: IL SENSO DELLA
MONDIALITA
La conoscenza,
il rispetto, laccoglienza ed il dialogo con l "altro" - differente
per cultura, lingua, religione, età - permettono di coniugare il valore della distinzione
con quello dellunità della famiglia umana. Le generazioni anziane, scrigno di
radici culturali e di memoria collettiva, possono indurre a ripensare anche i rapporti fra
i popoli in unottica di reciproco dono e servizio.
3. La dignità della persona in ogni età: UNETICA PER LA QUALITÀ
DELLA VITA
La
consapevolezza che letà anziana è un tempo della vita in cui la persona conserva
la sua piena dignità, favorisce una migliore relazione del singolo con la famiglia e con
la società. Costituisce anche un importante valore etico che deve guidare
lassistenza e, alla fine della vita, offrire una riflessione serena e costruttiva
sulla realtà della morte.
4. Un nuovo concetto di salute: LIDEA DI "AMBIENTE
SALUTARE"
Salute e
malattia non sono termini contrapposti: diviene "ambiente salutare" ogni
situazione che permette una relazione con gli altri ed aiuta a dare un senso a malattia e
disabilità. Una revisione in tal senso della progettazione assistenziale consente la
realizzazione di una "rete" flessibile di servizio e di sostegno alla persona ed
alla sua famiglia. Consente inoltre una formazione degli operatori ad una cultura di
"ambiente salutare".
5. Un ambiente per tutti: TRA FUNZIONALITÀ ED ESTETICA
La
disponibilità di ausili tecnologici e di servizi di assistenza personale è vitale per
compensare la disabilità e sostenere lautonomia. Attraverso interventi
architettonici, urbanistici e tecnologici, commisurati al modello della persona anziana o
disabile, è possibile una progettazione armonica che favorisca il benessere, la
relazionalità e la partecipazione di tutti alla vita della comunità.
6. Educarsi allanzianità: UNA CULTURA DI RELAZIONE
Una cultura ed
una pedagogia, capaci di parlare alluomo moderno dei momenti dolorosi e difficili
della vita, propria ed altrui, lo preparano ad accoglierne i valori più profondi.
Favorendo i momenti di scambio tra anziani, adulti, giovani e bambini si matura un
processo fecondo di co-educazione.
7. Saper comunicare lanzianità: VIE PER LA COMUNIONE
I valori propri
dellanzianità, momento privilegiato di percezione di ciò che è essenziale
nellesistenza, debbono trovare spazio nella programmazione dei media, per superare
la superficialità e lepisodicità che oggi la caratterizzano e per valorizzare la
comunione di vita, anche attraverso parole o immagini.
8. Progettare e realizzare comunitariamente: UNA SOCIETÀ PER TUTTE LE
ETA
Un rinnovato
"patto di partecipazione" tra cittadini e responsabili politici ed
amministrativi, consentirebbe di orientare le scelte progettuali a misura della persona
più svantaggiata, realizzando veramente una società per tutte le età. |