Fin
dai primi tempi si è sviluppata una tradizione di impegno
politico, che ha avuto in Igino Giordani
- persona ricca di forti esperienze culturali, politiche ed ecclesiali, confondatore del
movimento - un segno forte e ancor oggi profetico, un impegno segnato anche da un profondo
rapporto personale, negli anni 50, di Chiara Lubich con De Gasperi - capo del
governo italiano nel dopo guerra.
In tutto il mondo, il movimento, come tale, non assume una posizione partitica: ognuno è
libero di impegnarsi nella formazione più consona alle proprie tendenze, e quindi i
membri sono oggi presenti, con responsabilità personale, nei vari schieramenti.
Due sono i fondamentali impegni comuni:
- dare unanima alla politica, vivendola come servizio concreto alluomo,
partendo dal quartiere, dalla città;
- scegliere lunità come punto di partenza e come prospettiva strategica finale
nellagire politico.
Una
proposta concreta elaborata in particolare da Tommaso Sorgi,
deputato al Parlamento Italiano dal '53 al '72, e tra i fondatori del Movimento Umanità
Nuova: il patto
politico tra eletto ed elettore.
Un patto di reciproca responsabilità che a volte è partito da cittadini singoli o
associati, che non chiedendo favori personali o di gruppo, si sono resi attivi per far
sentire ai propri rappresentanti di essere componente di un corpo vivo. Ma è partito
anche da eletti che hanno voluto stabilire con i cittadini un rapporto continuo, con
precisi reciproci impegni, che non si esaurisse nella campagna elettorale.
La politica che ne nasce è allora realizzata
con un ascolto competente e reciproco;
con un confronto, per una programmazione ed una conseguente attuazione, voluto con
tutte le forze in campo, maggioranza e opposizione, ma soprattutto cercato con la
società, famiglie, associazioni, categorie;
con un coinvolgimento che chiede a ciascuno di puntare sulle proprie risorse,
collaborando per un bene veramente universale.
Dalle esperienze realizzate in piccoli paesi come in cittadine più sviluppate, al nord,
come al sud del mondo, ci sembra che, laddove si è iniziato ad attuare questo patto,
lobiettivo di giungere ad una democrazia reale, ascendente, cominci a realizzarsi.
E cè una opzione preferenziale vissuta dentro le istituzioni, come dentro i
partiti: è lopzione per i poveri. Sono nate così azioni molto varie: sui
bilanci comunali per una scelta finanziaria reale a favore degli ultimi; sul degrado delle
periferie; per laccoglienza responsabile, ma generosa, degli immigrati, dei
profughi...; per dare maggiore coscienza politica, fonte di liberazione, ai più poveri.
Lobiettivo è quello di far passare, dentro le singole azioni politiche piccole o
grandi, una nuova cultura basata sul dare e sulla reciprocità, su
una prospettiva di comunione, su una nuova unità politica che partendo dalle diversità
costruisca con lapporto di ciascuno un mondo unito.
Ma è possibile
puntare all'unità nella diversità? E' possibile agire in politica e dare frutti, pur
essendo di posizioni diverse? Per dare una risposta a queste domande è nato, il 2 maggio
del 96 a Napoli, il 'Movimento dell'unità' che oggi raccoglie politici di
moltissimi paesi.
Ecco delineato così un nuovo modo di essere, oggi, dentro la politica: essere prima per
luomo e per i suoi valori profondi e, poi, per la propria parte politica; rinsaldare
lunità tra gli impegnati in politica, pur rimanendo fedeli alle proprie scelte di
campo, per aiutarsi a prendere posizioni comuni e lavorare, forti di questa unità, per il
bene comune; ripetere anche dentro la politica la straordinaria esperienza di unità del
movimento.
Con questa spinta si è cominciato a prendere coscienza di un originale apporto da offrire
in ogni singolo partito e fra tutti i partiti. Si è cominciato ad intravedere una cultura
politica nuova caratterizzata da un amore fattivo per ogni singolo uomo e allo stesso
tempo da una capacità di pensare in grande, sempre con una prospettiva mondiale.
La sfida è farsi capaci di piegarsi sulla propria città per farne una comunità di
liberi e uguali e di interessarsi e far propri i drammi, le richieste, le sofferenze, le
attese dei popoli, per un mondo che tenda allunità.
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